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Piccole rivoluzioni, Grandi cambiamenti

Piccole rivoluzioni, Grandi cambiamenti

Aug 1, 2012

L’abitudine dell’uomo è quella di schiacciare un pulsante senza chiedersi il perchè dell’accensione. Lo stesso dicasi per la connessione ad internet, il 90% di noi accede al web senza minimamente chiedersi il perchè ed il come della connessione.

Se chiediamo al nostro vicino di scrivania il significato della parola indirizzo IP, probabilemte ci troveremo davanti il classico sguardo attonito dell’italiano terrorizzato e colto in fallo per una sua mancanza.

Per definire l’indirizzo IP (internet protocol) è necessario premettere che tutti i computer che si connettono alla rete lo fanno presentandosi con un’identità e che quindi per essere identificati devono esporre un numero. Questa identificazione è rappresentata da un codice numerico unico che permette di qualificarsi a tutti gli altri computer con cui si entra in contattato, banalmente i server che ospitano i siti web.

La versione attuale di questo protocollo si chiama IPv4 (dove v4 sta per versione 4) e come nei banali elenchi telefonici ad ogni indirizzo è associata una macchina, che sia un server fisico o l’armadio a cui si collegano 20 appartamenti di un condominio. La capacità di questi numeri era di soli 4 miliardi di riferimenti che, considerato il numero di strumenti che si connettono alla rete, si sarebbe esaurito in pochi anni.

Per questo motivo già da 2 anni si stava introducendo la nuova versione di questo protocollo IPv6 che porterà il numero di riferimenti a disposizione alla cifra di 340.000 miliardi di trilioni d’indirizzi, un numero talmente grande da permettere ad ogni elemento del nostro quotidiano d’indirizzarsi nel web. Vedere comunicare lavatrice, frigorifero e lavapiatti per gestire il consumo energetico non sarà più un utopia fantascientifica.

L’introduzione di quanto descritto è avvenuta mercoledì 6 giugno, senza che nessuno ne desse notizia, nessuna enfasi o countdown quando il vecchio protocollo veniva sostituito da quello nuovo.

Eppure il cambiamento è epocale, significa che l’uomo è passato dall’era elettronica a quella digitale. Uno spartiacque che ci porterà verso la trasformazione delle comunicazioni e delle connessioni. Un giorno anche il nostro cervello sarà indirizzato sulla rete.

Il cambiamento significa l’apertura di una nuova frontiera tecnica e applicativa, significa che potremo spingerci ancora più avanti di dove siamo, significa che il futuro è stato riscritto un’altra volta e che la sfida alla fantascienza è stata definitivamente lanciata.

“…Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli…” (I. Asimov)

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